Fangio – “El maestro”

© Natis - Fotolia

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Prima di Schumi, era il pilota più titolato della Formula 1 e il solo a vincere quattro stagioni di seguito. Figlio di emigrati italiani in Argentina, Juan Manuel Fangio nacque più di un secolo fa a Balcarce in provincia di Buenos Aires. Soprannominato “El Chueco”, lo storpio, a causa delle sue gambe arcuate, oppure “El Maestro”, semplicemente perché era il migliore, Fangio iniziò sin da giovane la sua carriera da pilota vincendo tutte le gare in Argentina. A 37 anni poi arrivò in Europa debuttando immediatamente nel 1950 in Formula 1. In quella gara conquistò il secondo posto nella stagione inaugurale nel Mondiale. L’anno successivo si prese poi la rivincita con l’Alfetta 159. La sua automobile fu sempre caratterizzata dai suoi colori giallo-blu sul muso, i quali rappresentavano i colori dell’Argentina.

Fangio divenne Campione del Mondo al Gran Premio di Spagna, una stagione combattutissima con Alberto Ascani. Nel 1952 il pilota argentino subì un grave incidente, che per poco non fu mortale. Al secondo giro del campionato di Monza, la sua Maserati si girò su una zolla d’erba e si schiantò. La stagione la passò a recuperare le fratture subite in quell’incidente. L’anno dopo fu di nuovo in pista per il Tridente vincendo però “solo” il GP d’Italia con la Maserati A6GCM. Nel 1954 Fangio iniziò a correre per Maserati, ma dopo tre gare cambiò idea e firmò un contratto con la debuttante Mercedes-Benz. A bordo della Frecce d’Argento il pilota ottenne otto vittorie e conquistò nuovamente l’alloro. Fangio tornò poi a correre per le auto italiane. Il pilota diventò famoso anche per questo, cioè per la sua estrema disinvoltura nel cambiare scuderia.
Spesso il pilota argentino viene paragonato a Scumacher, ma è un paragone che non sta in piedi. Alla fine della sua carriera Fangio riuscì a collezionare in tutto 24 vittorie, 35 prodi, 29 pole-position, 48 partenze in prima fila, 23 giri veloci e 5 titoli mondiali.


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