Opel: non solo urban

Ci sono case automobilistiche che sono entrate nell’immaginario collettivo come auto destinate ai grandi mercati. Tra queste ve ne sono alcune che coniugano alla perfezione la loro vocazione per la produzione in serie, con le esigenze delle auto da competizione. Parliamo oggi della Opel, la casa tedesca che appartiene dal 1929 al gruppo General Motors.

© olly - Fotolia

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L’Opel venne fondata nel 1862 e nacque come azienda il cui core business erano le macchine da cucire. Nel tempo la diversificazione della produzione portò la casa di Rüsselsheim a creare bicilette fino alla realizzazione delle prime vetture. La prima fu la Patent Motorwagen del 1899 e da allora tanta strada è stata percorsa dalle automobili Opel. Nel corso degli anni auto di successo hanno conquistato i mercati internazionali, basti pensare alla Opel Kadett, alla Opel Corsa, alla Opel Astra. Nel nuovo millennio sono state realizzate tra le altre l’Agila, la Meriva, l’Insigna.

Nell’ambito sportivo l’Opel sin dall’inizio si distinse per le sue vetture: nel 1901 vinse la competizione in salita di Königsstuhl. Fu nel 1913 che venne sviluppato il motore 4 cilindri a 16 valvole per il gran premio e nel 1914 il motore Opel da 12.300 cc, in grado di erogare una potenza di 260 cv. Un vero record per l’epoca. Nel 1974 l’Opel vinse il titolo europeo rally e nel 1982 Walter Röhrl divenne campione del mondo Piloti. Durante il campionato ITC Manuela Reuter e la Calibra vinsero rispettivamente il titolo piloti e costruttori e da sempre dalla scuderia Opel escono piloti che hanno fatto la storia della Formula 1: Mika Häkkinen, Rubens Barrichello e David Coulthard. Anche la Formula 3 vede la Opel primeggiare con ben 16 titoli nazionali. È però dal 2005 che l’Opel ha abbandonato il Campionato Tedesco Turismo, a causa delle difficoltà finanziarie che sta attraversando.


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